Basta che funzioni (?!)

Dovete credere in qualcosa: l’istinto, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo approccio non mi ha mai tradito, e ha fatto la differenza nella mia vita.” Steve Jobs, Stanford University, 2005

Per quanto nobile lo si scelga questo qualche cosa degno del nostro credere resta pur sempre una ruota sulla quale corriamo come criceti, un sistema ingannevole per farci correre e produrre energia?

Come può essere ininfluente se sia vero o no?

E se anche raggiungessimo gli obiettivi umanamente più esaltanti come effettivamente paiono i suoi (di Steve Jobs intendo) cosa potremmo fare se non solo guardarci INDIETRO e dire di aver fatto qualcosa di grandioso, di economicamente arricchente, di entusiasmante ma come dire senza prospettiva, costretto nel claustrofobico orizzonte di uomini che si credono SOLO e definitivamente mortali?

Trovo logicamente infondato che l’essere smetta di essere. Parmenide docet. Anche se pure lui dal canto suo è morto. Ma morire non è non essere più. E non vedere una realtà non significa che non sia più.

Be’ che un uomo non esista più e basta è ingiusto, altamente profondamente esistenzialmente filosoficamente ingiusto. E non regge. Non perchè il nostro cuore soffre troppo e vuole trovare una risposta che non c’è; è vero il contrario, il nostro cuore  non regge perchè è una cosa sfacciatamente inaccettabile e ingiusta per la nostra natura. Ed è anche una realtà con cui ci tocca fare i conti.

Per uno come Steve Jobs poi che effettivamente non ha cambiato il mondo ma alcune cose e alcuni modi nel mondo sì li ha proprio cambiati e in un modo geniale, spiace particolarmente. A parte che del doman non v’è certezza quindi non cantiamo anzitempo il Requiem. (Era un articolo in bozza, una sorta di “coccodrillo” involontario. Adesso prego spesso per lui e gli auguro Requie e Gioia eterne)

“Abbiate fame, siate folli”. Frase fantastcia che campeggia in tantissime bacheche di facebook, che rieccheggia in innumerevoli tweet, che mediocri formatori e più o meno improvvisati manager sfoderano in aula o in riunione generale.

Ok; ma affamati di cosa e perché?

Se non è una fame che trova poi un cibo adeguato che risponda la plachi  è solo un trucco come tutti gli altri per rendere e produrre di più e certo ricavare soddisfazione in termini di divertimento,  capacità realizzativa, poesia, prestigio, soldi (che è tanta roba, è positivo, io ne cerco una dose quotidianamente..ma non è tutto) . Come fosse sempre in differita. A ritroso; “ho costruito questo ho fatto questo” e eteronoma..loro dicono che, in tanti pensano che, a tanti piace che, io stesso posso dire di me che… Non che non serva piacere o che sia possibile evitare di fare le cose per piacere a qualcuno.

Il problema vero non è se fare le cose per piacere a qualcuno o no. E’ scegliere bene a CHI ci interessa piacere.

Decidere se credere all’istinto al destino o al karma  – con tutto il rispetto elenco  alquanto lacunoso ma molto meno antipatico di quello che iniziava con la mozzarella di bufala dell’ahimè nostro Saviano – per me dipende solo da quanto e se queste cose siano vere. A nessuno interessa più il così rassicurante e umano e arduo discrimine tra ciò che è vero e ciò che non lo è?

Comunque a me spiace che S.J smetta (abbia già smesso,purtroppo) di esistere e lasci spazio all’innovazione di altri; sì in un senso esistenziale e di storia del mondo ha senso; grazie a Dio ad un certo punto tutti ce ne andiamo (ché arriva “sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare“, Cantico delle creature), ma che lui  – IO, e le mie bambine per esempio, e mio marito, il mio papà, fratelli, mamma, amici, persino il mio cane.. – ad un certo punto non ci saremo più e basta lo trovo antipatico, inaccettabile e FALSO.

L’essere è e non può non essere. Il non essere non è e non può essere. Sacrosanti ricordi di Liceo cui mi aggrappo ostentando una laurea in Filosofia..

Parmenide, non so se  fosse allineato o eversivo, Marines o Pirata  – come ha invogliato ad essere lui l’i-leader Jobs . Però aveva ed ha ragione.

A me  S.J. piacerebbe pure se avesse inventato solo uno spazzolino con le setole più morbide e carezzevoli o il manico di un grado più ergonomico (potrebbe, tra l’altro, vista la sua passione smodata per la mano e i prodigi che racchiude e l’altrettanto irrefrenabile smania per innovare).

Quel che mi scoccia è che un prodigio come lui  (e come me, come te) che ha fatto pure molte cose esaltanti e utili ad un buon numero di uomini e donne ritenga – e questa però è una mia inopportuna illazione. Mica leggo nel suo cuore, io –  che il massimo bene sia questo, e lo proponga anche ai giovani infiammandoli con un invito dogmatico ad avere fame, a credere. Pur che sia?  Vale tutto? Karma, istinto, sogno americano, Gesù, il Rosario e lo yoga? Basta che funzioni?

Perchè è una benzina che fa rendere il motore? Quindi non interessa dove ci vai con il bolide che ti trovi per le mani e sotto il sedere? Oppure, consideri la vita una pista da Formula 1..esaltante, per auto superperformanti, ma chiusa…e in fondo in fondo un gioco.

Io sono fanciullescamente e serissimamente convinta che ora Steve Jobs stia saziando in modo pieno totale affascinante inatteso la sua fame; o che al massimo stia finendo di prepararsi ad incontrare e godere per sempre della sua totale traboccante felicità.

Forse penserà: “ah ecco cos’era!!Ecco perchè sono stato così voluto e così rifiutato. Così gratificato e così mortificato. Così amato e in fondo così solo. Finora”

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