Determinati valori

Inizio così ex abrupto come diceva spesso e a sproposito, come me ora, una mia ex collega.

Di questa nostra epoca eccitata annoiata ingenuotta e morbidamente violenta, almeno qui da noi, per ora, mi colpisce una cosa. Cioè tante, ma una adesso, da un po’.

Lo stile espressivo; le perifrasi che vanno forte; le espressioni sulla bocca di tutti. Sono monche, piene di omissioni.

Mi spiego, ci provo:

Yes, we can!”. Che io ci campo ancora nel senso che è una mia battuta classica. Quando c’è qualcosa da fare, un obbiettivo da raggiungere soprattutto se banalotto, ci appoggio sopra questo slogan che ha significato enfasi, entusiasmo, voglia di farcela, come un colpo di reni per milioni di persone, confidando che il contrasto faccia sorridere.

Diciamo che come autrice comica posso migliorare.

Però con le domande me la cavo. “Sì possiamo; possiamo farcela.”

Ok. Bello. Bellissimo. Ho voglia anche io di crederci. Dai dai, ci sto! Ma cosa?

Cosa veramente vogliamo, possiamo, sentiamo di nuovo il vivido, carnale,  altissimo e corale desiderio di fare ?

Non mi interessa approfondire il contesto, il perchè del successo mediatico, la novità di una campagna elettorale condotta anche sul web etc..non ne sarei nemmeno capace.

Mi interessa pensarci su. E poi un’altra: “Abbiate fame; siate folli”.Steve Jobs, sì la citazione è sua e del mio precedente post di cui tuuuuuuuutto il mio pubblico ha potuto godere. A me che il linguaggio piace da impazzire è come se mancasse l’aria: per che cosa? Di che cosa avere fame? Per chi/cosa sarebbe giusto impazzire? Sarà pur importante stabilirlo e deciderlo!

Perchè c’è fame e fame. E cibo e cibo. E follia e follia. E amore e amore. E visto che ha usato proprio queste metafore gastriche, di fame e di sete,  teniamo presente che c’è un Personaggio storico, una persona vissuta per davvero intendo,  che ha proprio detto che gli affamati li avrebbe saziati e che c’era un’acqua diversa da quella che chiedeva di attingere alla Samaritana al pozzo;  che ci avrebbe dissetato una volta per tutte oppure tutte le infinite volte per sempre,  totalmente (il Paradiso sarà forse più simile ad una soddisfazione incredibile, gigantesca e continua. Meno credo ad un essere saziati e lasciati lì, satolli).

Sì forse era allusivo anche Lui. Ma l'(S)Oggetto di quella fame era lì presente.

Oppure nel mio strapiccolo, altro esempio: avevo un capo che era lo stereotipo del leader carismatico, stronzo, arrogante, a suo modo motivatore, in qualche caso audace e visionario, assatanato di soldi potere e piacere.

Ecco, ad ogni piè sospinto, per dare un certo spessore alle sue colorite esortazioni a raccogliere sempre più premi ( termine tecnicomico del mondo assicurativo; il premio è quello che devi consegnare tu, tapino, alla compagnia assicurativa) invitava ad insistere su “i valori morali”. La “nostra” azienda infatti aveva fortissimi valori morali (dicevamo tutti allineati nelle diverse occasioni ufficiali, durante i colloqui di selezione et similia).

E anche qui si lasciava correre sull’oggetto. Confidando che fosse ovvio e scontato per tutti quali potessero essere questi valori.

A parte che anche lavorare per fare i soldi è un valore morale; il Papa con la sua paziente e intelligentissima umiltà spiega nella Spe salvi che tutti gli uomini hanno un ordine morale e che ad esempio il valore della vita umana non è apertamente e frontalmente negato. Solo che, se al primo posto non c’è Dio, noi uomini facciamo scivolare i valori più alti di qualche posizione a seconda della pressione delle circostanze e dell’insistenza delle varie fami che si agitano dentro di noi; abbiamo una scala mobile e il valore sommo è relativo al momento. Li trattiamo come rami verdi di per loro; invece potati si seccano.

Ecco invece per parlare di valori serve proprio definire il bene sommo; il valore assoluto. Se no sono frasi sbagliate, che gridano vendetta alla sete di senso, anche solo linguistico, che ogni uomo si porta scritta dentro.

Oppure: la qualità della vita. Tutti che puntiamo ad una certa qualità della vita. E quale, di grazia?

Cosa rende elevato il livello delle nostre esistenze? Anche questo, di norma,  è lasciato lì, elegantemente non detto, consegnato al senso comune. Senso comune che però è in un avanzato stato di stravolgimento rispetto a quando i valori (e io li nomino codesti valori: la persona, la famiglia, la comunità, il lavoro come un onore, la salvezza dell’anima  in cima alla hit e fuori concorso il Fornitore di tale servizio) erano in lungo e in largo condivisi perché la chiave di volta della morale era tendenzialmente comune. Non è mica più così! Affatto. Però siamo in un presente interessante. E non avanza solo il deserto. Bisogna guardare dalla parte giusta e innanzitutto aguzzare la vista e tendere il cuore dopo averlo opportunamente rispolverato.

Per ora questo. Buona notte

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4 thoughts on “Determinati valori

  1. “C’e’ un aspetto che mi turba”
    (quando al lavoro inizio così, tutti intuiscono che devono aver dimenticato di prendere in considerazione qualche aspetto fondamentale… E c’e’ chi adottato la stessa locuzione…)

    Buona notte ?
    Come buona notte ?
    Come facevi a sapere che avrei letto il post alle 23 e vari minuti ?
    Premonizione ? Intuizione ? Ispirazione ?

    Perchè SICURAMENTE il buona notte era per me.

    Vediamo se funziona la telepatia…

    Buon risveglio !
    (Sono certo che lo leggerai di mattina!)

    Io nel frattempo cerco un temperino per aguzzare la vista…

    Mi piace

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