LE DONNE, LA MACCHINA, IL MAKE UP

Puoi trovarci nei parcheggi dei supermercati; con le quattro freccie, o anche senza. Sul marciapiede più vicino all’uscita di scuola dei nostri figli. In un’aiuola di sosta senza dover rispondere al telefono. Con la bocca semiaperta da ebete, una mano alzata…a guardarci nello specchietto retrovisore.

Io esco di casa con una cera tra il grigio e il verde e scendo dalla macchina con un bell’incarnato omogeneo e gli occhi che erano da triglia lessa si son fatti intensi.

A volte non mi accorgo o non faccio in tempo;  dimentico il beauty nell’auto del marito e allora scendo dalla macchina con il mascara della sera prima; sbavato. Me ne accorgo perché quelle mattine lì c’è sempre qualche collega mamma che mi chiede se sono stanca o se sto poco bene. Su questa faccenda un po’ scabrosa ho smesso di mentire e dichiaro candidamente che mi devo ancora truccare. Sì. E’ così.

Ecco cosa facciamo in macchina durante quei minuti “cechi”, che un uomo userebbe per stare fermo, respirare, fumare, scaccolarsi o al max telefonare, e che noi sappiamo invece ottimizzare. Ci trucchiamo.

Milioni di beauty case viaggiano clandestini sotto i sedili delle nostre monovolume o i giganteschi suv che guidano di solito le più mingherline. (nb: mi devo ricordare di non metterlo più sotto il sedile del guidatore però..che poi mi va a finire ancora sotto il pedale del freno!) La pratica ha degli indubbi vantaggi. Ma anche qualche inconveniente. D’inverno il fondotinta diventa una placca di cemento beige che non cede un pigmento alla spugnetta neanche a piangere in cinese; e la terra? Arriva sempre un momento in cui si spacca e quando tu la apri…abominio, orrore. E i sedili diventano beige e anche un po’ il cruscotto ; si posa in giro su tutti gli interni una polverina come fosse soffiato lo Scirocco che porta la sabbia del Sahara. Dentro. La matita per gli occhi a volte lascia cadere con nonchalance, a tradimento una scaglietta sul tuo sedile. La mattina che hai deciso di mettere i pantaloni bianchi. Non erano tornati? Anche d’inverno? A casa mia sì. Ecco quella mattina quando sono scesa dalla macchina i miei pantaloni bianchi avevano una specie di swoosh come quello della Nike proprio nel “sottocoscia” (esiste davvero come parte anatomica o è una dicitura che usavano solo i miei genitori per consolare chi quella volta non aveva avuto una delle due cosce del pollo?). D’estate invece qualsiasi fondotinta è fluido. Si fluidifica; e trasuda dalla sua scatoletta che per la stagione si è un po’ crepata e quindi ha come una falla da cui l’ex pastone ora liquidissimo ed espanso può serenamente uscire e imbrattare tutto l’interno del beauty anzi all’inizio solo in fondo e tu lo scopri dopo che hai infilato la mano per cercare il mozzicone di matita che si è incastrato nell’angolo. Che poi in quel caso non trovi un fazzoletto o una salvifica salvietta umidificata neanche! E sicuramente non hai 2 euro per scendere al bar ordinare il 4° caffè della giornata per usufruire del bagno e lavarti le mani. Dai, il caffè con il bancomat ancora non si può vedere! Più di una volta mi è capitato di scendere così com’ero. Ben truccata, col dubbio di aver macchiato la camicia e con le mani luride di fondotinta e della sfumatura di nero che ci ho messo 6 minuti d’orologio a tirare ad arte sulla palpebra superiore.

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