Io sto meglio da grande

Certo si deve sempre crescere, occorre continuamente tendere a qualcosa, non si arriva mai (per ora!!); addirittura per approdare alla goduria totale finale e senza fine ci chiedono di farci come i bambini. Appunto, bambini. Non adolescenti. Non so bene cosa voglio esprimere , ho pure un po’ sonno e sto scrivendo in modo paradossalmente infantile.

Il concetto in sintesi è questo: io mi sento più felice, realizzata, equilibrata, in grado di godere delle cose, di accorgermi di quello che c’è , di inventare, di difendere ciò in cui credo, di difendere quelli in cui credo, di accettare di non piacere sempre a tutti, di sentirmi libera… ora. Sul crinale prossimo venturo degli anta (se mi sentirete chiamarli senza ironia “i nuovi Venti” vi autorizzo ad abbattermi. E’ il mio testamento psicolgico). Sono l’unica? O il Re è veramente nudo? Forse facciamo un po’ finta di dire che è bellissimo restare sempre giovani, incerti, pieni di dubbi, sempre col batticuore i sentimenti in subbuglio un vestito nuovo e qualcuno che ti trova figo.

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3 thoughts on “Io sto meglio da grande

  1. Anch’io mi sento più equilibrato ora rispetto a qualche (pochi?) anni fa. Ma non credo che sia tanto una questione di età, quanto di consapevolezza e di conoscenza. Conoscenza (per esperienza diretta o attraverso quanto fanno altri) di quello che esiste nel mondo, delle ampie possibilità e opzioni che ci sono, dei rapporti causa-conseguenza. Consapevolezza dei nostri limiti e di ciò che è giusto, ma anche degli sbagli che abbiamo fatto e delle lezioni che abbiamo saputo trarre. A questo si abbina pure una certa idea (maturata col tempo) su quello che ci piace(rebbe) realisticamente fare della/nella nostra vita.
    Non credo, però, che questo escluda automaticamente e necessariamente le incertezze, né il frullato di sentimenti più o meno tachicardici (e neanche il fatto che qualcuno ti trovi figo), tutte cose che assegni all’essere giovani e che contrapponi al quello che definisci stato di grazia degli “anta”… Mi pare che questi due “status” possano coesistere, visto che stanno su piani diversi: gli uni sono sentimenti, gli altri pensieri legati alla ragione. In altre parole: puoi anche avere la stessa quantità di dubbi di quando eri adolescente, ma ora hai gli strumenti per gestirli al meglio (e quindi viverli, risolverli o eventualmente conviverci in modo meno drammatico rispetto a un tempo). E’ come sciare. Se a un principiante basta una cunetta imprevista, un mucchio di neve o una discesa troppo ripida per entrare nel vortice del panico (e quindi cadere, bloccarsi o spiccare un volo, il cui ardimento è pari alla rovina dell’atterraggio), lo sciatore esperto ha la consapevolezza di come comportarsi i questi casi. Non è che la cunetta, il mucchio di neve o la scarpata non esistono per lui: ci sono, identici a quelli del principiante. Solo che lui sa come si fa. E sa cosa è in grado di fare.

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  2. esatto!
    Essere padroni in casa propria, o aver acquisito padronanza con gli sci, per stare nella tua bella metafora alpina. Senza mai essere arrivati, chiaro. Quello che attaccavo era l’esaltazione tipica dei nostri tempi dell’essere giovani a tutti i costi e in senso superficiale. Per assurdo mi sento più giovane ora, se lo intendiamo come capacità di generare, creatività, leggerezza, senso dell’uomorismo, coraggio, elasticità. Essere adulti è bello, non è un “ahimè è finita l’epoca d’oro dell’etate prima degli esami”; a tale proposito i film nostrani che fanno leva proprio su questa nostalgia li trovo patetici e stomachevoli.
    Grazie mille del tuo contributo! Del resto il mio post è quick e un po’ limitato: così mi hai dato l’occasione di approfondire un po’ la discussione
    E comunque hai ragione, è sempre bello che qualcuno ti trovi figo (anche avere un vestito nuovo per la verità. E delle scarpe aggiungerei). Ma da adulto inizia ad interessarti di più il giudizio della tua coscienza o di poche persone che sai che guardano al tuo vero bene. Dominio di sè. E’ un’espressione forse antica ma in realtà esistenzialmente esaltante e very very cool. E poi decidere, prendere una strada sapendo che le altre le escludi e per sempre è da grandi. Ed è fonte di libertà, al di là delle apparenze. Mentre restare nell’indecisione, davanti a n posizioni sempre aperte è la situazione più oprrimente e soffocante che mi sia capitato di vivere. Ciao Adriano, buona Pasqua!

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  3. D’accordo, hai espress benissimo come mi sento….quando ho compiuto 40 anni alla mia cuginetta di vent’aani, scherzando, ma con un fondo di verità ho detto, ha 20 anni pensi di non poter vivere senza un uomo , a30 cerchi n tutti i modi di convincerlo che è così e che sarebbe meglio se fa come dici tu, a 40 scopri chene puoi fare a meno di n uomo. Niente di contrario alla genesi, non C’è niente da fare verso l’uomo sara il tuo istinto, ma scopri crescendo, che Dio t’ha fatto meravigliosa, come il resto degli uomini, che non devi piacere per forza e che in piu se vuoi puoi essere anche sapiente, basta saper ascoltare! Che puoi amare e anche tenera, non romantica o miele e zucchero, ma di quella tenerezza di cui ti ticoperto il tuomSignore.Ora quasi cinquantenne mi inorgoglisco se mi dicono chee sono “messa bene” e a dirla tutta non lo sono, ma mi inorgoglisco di piu quando guardo le foto della mia famiglia, disastrata,, ma eccezionale e dell’opera che ha fatto Dio con noi, o almeno cheha provato a fare nonostante la nostra testardaggine, il nostro essere ribelli e paurosi, ma alla ricerca sempre della Verità.

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