Coming soon

A parte che sono stata prescelta dai ricercatori di mercato così raramente che faccio pochissimo testo. (Per esempio nessuno mi ha mai interpellato in merito al “Prodotto dell’anno”, nel qual caso avrei forse confermato Swiffer, il cattura polvere, ma mai il sapone intimo con effetto balsamico. E nonostante la mia rispettabile chioma, mai sono arrivata in finale al concorso “Pantene protagonist”). A parte che non so che incidenza possano avere i miei comportamenti d’acquisto sulle pensate strategiche dell’intellighentia del marketing mondiale. A parte che ho quasi scandalizzato l’unica sondaggista telefonica che si sia imbattuta in me per la crassa ignoranza mostrata circa le pubblicità delle carte di credito. A parte che detesto facebook e la sua ammiccante invadenza nel suggerirmi nuove diete, sconti pazzeschi su corsi di pilates, libri innovativi sulla lotta alla cellulite. A parte che mi pare che ci stiamo avvicinando al modello Minority Report (USA, Spielperg, 2002) in cui come Tom Cruise siamo preceduti di pochi metri, o qualche bit, da pubblicità e proposte d’acquisto tagliate su di noi. Ma io mi dico: questi uomini, non conoscono l’uomo! Non sanno per davvero come funziona l’uomo. Cosa conquista l’uomo.

“Solo lo stupore conosce”*. Poi vi recupero l’autore, ma che quest’affermazione aforistica sia vera lo vediamo di per noi tutti. Cioè, io di vedermi riproposta a me stessa , di vedere i miei gusti e le mie scelte precedenti riscodellate con qualche variazione sul tema sarei anche già stufa. Quel che mi conquista e stupisce e mi attrae è una novità vera. Qualcosa di altro e diverso da me. Sapete già che appena posso io la maiuscola ce la metto, perchè l’altro che mi interessa è l’Altro. Il Mistero, Dio. (E non il mio ego ipertrofico, amplificato e celebrato).

Però anche nella vita normale fatta di cose, fatta di cereali per la prima colazione, fatta di leggins bimba in offerta, fatta di polo blu per il marito; fatta di mele fuji, le mie preferite…ma solo dopo che le ho scoperte!, fatta di pannolini unbranded; in questa normalità mi interessa, mi coinvolge di più avere a che fare con qualcosa di diverso. Certo con S.Agostino so che nell’amore delle creature, persino nei prodotti da supermercato, uno si può perdere , come in un’ubriacatura ( non si spiegherebbero altrimenti i metri di scaffalature dedicate ai cereali da colazione in innumerevoli varianti).  So anche che a volte passiamo una vita intera cascando sempre nello stesso tranello; il grido “Più il là, più in là” lo interpretiamo in senso fisico e non meta-fisico e quindi ci spostiamo solo da una creatura all’altra e collezioniamo delusioni e frustrazioni, pronti a nuove illusioni. Ma la sete resta. E i più furbi , o i più educati nella loro umanità, o i più investiti di Grazia se ne accorgono. Sentono la nausea per le cose. Sentono la desolazione dell’esser circondati di beni e di non aver cercato, trovato il Bene. Io credo che tutti tutti prima o poi sentiremo questa sete.

Che Dio ci asseti sempre allora. E poi ci aiuti ad usare le cose, i beni con bonaria compassione per noi stessi e per le cose stesse, poverine. In vista del Bene. Questo cambia tutto. Secondo me, cambierà anche il marketing. Volenti o nolenti..

*S. Gregorio di Nissa.:  “I concetti creano gli idoli. Solo lo stupore conosce”

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5 thoughts on “Coming soon

  1. Post interessante, anche se non so se l’ho capito tutto…
    In ogni caso mi sono venuti in mente i movimenti “minimalisti”, nei quali ci sono persone che si impegnano a non avere più di 300 oggetti, arrivando a 200 o addirittura a cento! Senza arrivare a questi fondamentalismi (nei quali si può vedere comunque una schiavitù verso gli oggetti, solo che in questo caso la gara è a chi ne ha meno e non di più…) è comunque interessante vedere le soluzioni che questi “estremisti” hanno scovato per soddisfare i bisogni base (ed eliminare/ignorare/riorientare quelli un po’ meno base); non per diventare come loro, ma per ritenere ciò che può essere giusto in quello che fanno.
    Non so se il Bene cambierà il marketing, come auspichi tu; la tendenza attuale mi pare sia quella di acquistare il più possibile. E anche i movimenti dei “minimalisti” di cui sopra vengono spesso visti come “tipi strani” (quando non vengono accusati di “non fare girare l’economia”)…

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    • non so perchè prima non vedessi che IO eri tu, Adriano..Comunque al solito, grazie dell’attenzione e del tuo mai superficiale contributo.
      Io credo che il marketing vada soprattutto per la via di sollecitare, gonfiare, innescare bisogni non vitali facendo leva sulla sete di pienezza che abbiamo. Quindi in realtà forse quei loschi signori del mkg conoscono l’uomo e approfittano della sua insaziabilità e dallo scarso allenamento a dominarsi che tra noi moderni è piuttosto diffuso.E che l’economia non sia buona in sè ma buona se ordinata all’uomo. Quindi adesso è veramente un gran casino. Ma non c’è l’uomo solo sul palcoscenico della storia..ne vedremo delle belle.. Io credo che possiamo anche circondarci di cose ma che se le usiamo per lo scopo giusto non ci soffocheranno. ANdrei pure a rivedere per dire la REgola di S. Benedetto..secodno me loro avevano un rapporto con le cose, gli oggetti interessante. E pare abbiano pure ricostruito l’EUropa.Cioè , credo che dobbiamo lavorare anche sull’ordine spirituale per salvare, umanizzare quello materiale di conseguenza. Ma anche un po’ il contrario!

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