Margherita significa Perla

margherite

 

 

 

 

 

(articolo già pubblicato su La Croce quotidiano)

“Mi serve una mamma più gentile, molto più gentile!”. Questo dice tra sé e sé Margherita una mattina, notte. Insomma alle cinque circa appena dopo una mia sfuriata biascicata tra il cuscino e il materasso del lettone matrimoniale. Si è svegliata presto – come sempre!- ed è arrivata lì. Mi assesta un paio di gomitate e una ginocchiata e si infila sotto le coperta al calduccio. Solo che nonostante la sua magrezza è ingombrante e ha un concetto di prossemica discutibile. Non lo fa apposta ma ti rovina addosso con qualche parte ossuta protesa in avanti; oppure nel muoversi indietro i capelli ti tira una testata sul setto nasale.

E poi non si accoccola per davvero; inizia subito ad agitarsi, di sicuro sta già tramando qualcosa. Prende la sveglia e cambia l’impostazione delle ore, compreso il fuso orario. Poi dà un’occhiata al mio telefono che è bloccato con il codice ma lei sfrutta tutte le funzioni di emergenza. Me lo ritroverò in modalità aereo, con la torcia accesa e ad un certo punto suonerà un allarme a me ignoto che non saprò disattivare per svariati minuti. Il timer.

“Uffa Marghe.. stai ferma!”.

“Ma io non posso mamma.”

“E adesso cosa facciamo? Cos’è che posso toccare?”

Lei è così. Deve manipolare, toccare, mettere in ordine secondo un suo criterio picassiano tutte le cose. Specialmente i vestiti. Specialmente i  miei. La chiamiamo Houdini. Perché ha questa incredibile capacità di sparire dal tuo campo visivo mentre la stai fissando. (Forse sarebbe più indicato David Copperfield, ma è troppo lungo da dire e devo avere il fiato per andarla a cercare subito).

E di non rispondere agli appelli verbali .(Una volta quest’estate ad esempio non la trovavo. Eravamo in vacanza in un villaggio turistico molto carino e non molto grande, per fortuna. Inizio a cercarla al minimarket, poi al bar, poi in piscina. Lo so. Dovevo andarci subito in piscina ma avevo paura e quindi, ragionevolmente, ho rimandato. Niente non c’è da nessuna parte.

“Matteooooooooo svegliatiiiii! la Titta è sparita!! Ho già guardato in tutti i posti dove può comprare qualcosa e non c’è, nemmeno in piscina, non c’è . E se è uscita  e l’hanno presa?! Vai tu, vai a cercarla!!”

Adesso, vi siete già fatti una discreta opinione di me, spero. Sì dai un po’ ansiosa ma in fondo tutto a posto, no? Ecco, trattenete questo pensiero. . Tenetelo più stretto. Era nel letto della sorella che dormiva. Oh, ma si trattava del soppalco. Non ci avevo pensato).

Poi la trovi che sorride con quel faccino tondetto e dolce che a volte smorza l’arrabbiatura a volte, devo ammetterlo, la esaspera. E’ una personcina davvero particolare, questa figlioletta. Bellissima, buona, altruista.

È come se sentisse gli altri. A volte ci lascia a bocca aperta per una sorta di telapatia che le permette quasi di precorrere al nostro dimandar (Dante ti prego fingi di non avere sentito). E’ sparita e già mi sto allarmando perché durante queste assenze sono capitate cose strane e perniciose tipo assaggio del detersivo in polvere con successiva corsa al pronto soccorso e relative reprimende del medico di turno (a me, triangolando sulla bambina, ma si capiva), preparazione di dessert a base di yogurt  bianco magro e nesquick più uovo rotto un po’ in terra e un po’ nella ciotola, sale quanto basta e forno acceso a 250 gradi, applicazione di creme balsamiche su zone del corpo irritabilissime, smarrimento di documenti importantissimi che avevamo lasciato in bella vista per non scordarceli prima di uscire;  sparizione di “anelli di amore” (la fede nuziale del  marito. Che poi dico. Ma tienila su! No. Per un paio d’anni non la portava. Mi da fastidio. Ah bè.  Mi pare una ragione adeguata e sufficiente. Mettila! Ma io so che sono sposato. Lo devono sapere anche gli altri. E poi è un anello benedetto. Cattolico sui generis, per cortesia indossa quel benedetto anello. Comunque lui la sera lo toglie. E a volte,  sparisce. Margherita dov’è l’anello di papà?.  “L’anello di amore?” Sì tata. Dove l’hai messo? “Boh”).

Sparisce dicevo e torna un attimo prima che mi risolva a sgridarla in modo general generico, come raccomandano tutti i manuali di pedagogia, del resto; e si presenta  con il quaderno che la sorella  stava cercando ma non lo aveva detto a nessuno. Glielo porge e basta. Non le interessa nemmeno che le si dica grazie. Martina dì grazie alla Marghe….”Uffffffaaaaa. Grazie! Gnè gnè”.

Oppure mi allunga una lista della spesa con qualche f al posto della v tipo vinochi, carote e ssiampo (stiamo lottando come leoncini contro la dislessia. E finceremo. Vinceremo. Insomma, è vata. È fatta. Quasi) perché ha sentito che borbottavo tra me e me di cosa ci sarebbe servito al supermercato.

Cede volentieri i suoi giochi, regala vestiti, presta tutto. Prende anche in prestito a dire la verità, senza sempre aver chiesto il permesso; ma è perché non essendo possessiva lei non si accorge di poter offendere altri. Oppure lo fa per indispettire, gratis.

Prega spontaneamente spesso e volentieri. Per me, per Ludochicco, per la Marty che si è rotta il braccio “e io mamma sentivo che lei soffriva”; per ringraziare Gesù che “oggi c’è un sole bellissimo e l’alba stamattina mamma era uno spettacolo, io mi sono stupita (ma è Gesù che fa il cielo così fuxiack?)”.

Per il papà e il suo mal di schiena; per Isabella che ha la tosse cicciotta (come dice Isabella medesima). Per quei bimbi ammalati, per quelli che sono morti che stavano male; per quelli che sono poveri che gli regalo i miei vestiti..Per ringraziare Dio che ci ha creati dalla Sua testa e dal Suo cuore.

Una volta era in giardino con la sorellina più piccola che aveva due anni circa e lei sei. Tra la siepe di falso gelsomino fitta come una muraglia intravvede due occhi rossi di bragia che le sembrano minacciosi.

Non scappa. Diventa paonazza per lo spavento e per lo sforzo  di prendere in braccio la sorellina ignara del pericolo incombente e la porta al sicuro in casa. (era Birba, il gatto persiano della vicina che al buio dentro le frasche mostrava due occhi rossissimi e malvagi). Questo episodio ha tutta una sceneggiatura ormai codificata. Devo raccontarlo tante volte e ancora e ancora, dai mamma ti prego l’ultima volta!

Niente così volevo dirvi che ho una bimba fantastica.

 

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2 thoughts on “Margherita significa Perla

  1. Bellissimo!
    “E poi non si accoccola per davvero; inizia subito ad agitarsi, di sicuro sta già tramando qualcosa. Prende la sveglia e cambia l’impostazione delle ore, compreso il fuso orario. Poi dà un’occhiata al mio telefono che è bloccato con il codice ma lei sfrutta tutte le funzioni di emergenza. Me lo ritroverò in modalità aereo, con la torcia accesa e ad un certo punto suonerà un allarme a me ignoto che non saprò disattivare per svariati minuti. Il timer.”: qui c’è anche la mia Sara! Parti ossute comprese!

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