Siamo in guerra. Ma è vietato dirlo

Giuliano Guzzo

parigi

Mi sono mancate le parole, stanotte, mentre osservavo Parigi ferita, disseminata di cadaveri e paura, presa per il collo dalla follia omicida di chi sparava sulla gente al grido – purtroppo inequivocabile – di «Allah Akbar!». Una sensazione

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