Errata corrige

profecattiva.jpg(lettera del 5 maggio 2016. Chiose e commenti del 7 maggio, sempre 2016. Pubblicato per La Croce Quotidiano, http://www.lacrocequotidaino.it/abbonarsi-ora)

 

Gentile onorevole Eleonora Cimbro, pur essendo tutti noi dello stesso partito, rompiamo la consuetudine che vige nel PD, e le diamo del lei. (Deve averla combinata grossa. Sono curiosa di leggere)

E lo facciamo perché oggi, come Diritti Democratici, impegnati da anni nel portare avanti le istanze dei diritti civili di tutti,(esclusi i nascituri) sentiamo una distanza politica e umana incolmabile (abissi di non senso. Difficile in effetti riempirli con tanta tanta fuffa) con le sue ultime affermazioni riguardo la maternità surrogata.(Avete deciso che quindi esiste. Continua a chiamarsi maternità-cosa che pertiene a colei che è madre, che concepisce e partorisce e poi c’è qualcuno che la chiama mamma. Per sempre, di solito. Non sempre. Ma quasi. Spesso. Ma surrogata. Che comunque più bello, molto meglio surrogacy. O Gpa. Dai diciamolo in francese che almeno a noi ragazzi impettiti e democratici sembra molto esclusivo. Gestation pour autroui. Ovvero faccio partorire una a caso che non sia titolare dell’ovocita fecondato ma solo portatrice e poi provvedo a far sì che un’altra, un’altra ancora, una diversa sia dalla portatrice sia dalla come cavolo posso dire- titolare? fornitrice dell’ovulo?, una terza appunto sia chiamata – disperatamente, rabbiosamente, mamma.)

Come cittadini, come esseri umani prima di tutto (Ecco! Vedete che ci arrivate anche voi? Prima di tutto. Prima di poter disarticolare così tante frasi che pure mantengono un senso per lo meno grammaticale e sintattico, prima, parecchio prima di tutto, siete. Siete esseri umani. E credo che questo stato di cose dipenda direttamente dal fatto che siete stati embrioni. Umani. Dentro un utero. Un insulso utero tutto pieno di liquido e con strani rumori, lampi, odori. Come dite? Non posso parlare così di vostra madre?Comunque siete stronzi igrati, ma prima di poterlo essere, anzi PER poterlo essere, siete nati. Siete viventi. Avete anche la sproporzionata fortuna di poter parlare, scrivere, indignarvi etc. Peccato per quel grave deficit. Sì dai non sentitevi minorati. Per il fatto che non ricordate un tubo delle cose più importanti. Se vi avessero intervistato entro i primi due, tre anni di vita vi sareste ricordati del parto pure. Forse di alcuni momenti prenatali. Ma meglio così. Tanto non conta niente quel periodo. Dentro quella pancia di quella ciccicona! Sto ancora parlando male di vostra mamma? Mi spiace, scusate), al di là di ogni militanza politica, ci sembra quasi pleonastico premettere che siamo ovviamente (come suona rassicurante questo bell’avverbio. Ovviamente è così. Naturalmente. E chi lo potrebbe mettere in dubbio?) contrari allo sfruttamento di qualunque persona o sua parte/funzione, soprattutto quando ciò riguarda non tanto soggetti capaci e padroni di autodeterminarsi nelle scelte, ma individui deboli, per cultura, età, condizione personale o sociale, esposti dunque più di altri alla mercificazione della propria dignità e libertà. (O mio Dio. Oh grande Signore degli eserciti! Grida di giubilo. Canti di gioia. Suoniamo lì’arpa a sette corde! Sono cadute le cateratte dagli occhi di costoro. Ci siamo. Il disvelamento è cominciato. Hanno capito! Vedete? Hanno capito!  Scusatemi carissimi ragazzi DD, perdonatemi. Non avevo colto il finissimo artificio retorico. Ha funzionato. Avete sortito un effetto mirabile. Siamo insieme! Anche noi siamo contrari al sommo grado allo sfruttamento di qualunque persona e anche di una sua parte o funzione. Soprattutto di chi non è capace ancora di autodeterminarsi nelle scelte. Delle persone deboli, soprattutto. Siamo a loro difesa. A difesa di chi non può dare il proprio consenso. Non vogliamo esporre questi nostri fratelli deboli e innocenti alla mercificazione. Né loro né le loro madri. Che bello. Le schiere si infittiscono. Avanti, fratelli).
Fatta questa premessa, ci appare davvero impossibile che un rappresentate del partito riformatore più grande d’Europa, non conosca, non veda e non voglia strumentalmente vedere la differenza abissale tra maternità surrogata per donazione, dunque libera, fatta da donne libere di paesi democratici, liberi e civili, senza alcun interesse economico di guadagno o sfruttamento (ah quindi siamo finalmente approdati nell’era psot consumistica. È finito davvero il tempo di quella economia che uccide, come denuncia il Santo Padre, che da tutto vuol trarre profitto, che vuol far soldi con tutto e tutti. Siamo all’economia del dono. Alla logica della carità, dell’altruismo. Lo dicevo io, ci siamo. Cieli e terra nuovi.), e quella invece che si può verificare in modo lì si pericoloso in paesi dove questa pratica non è soggetta ai dovuti e rigorosi controlli. Paesi questi ultimi, dove per altro la surrogacy è vietata, come lei saprà, alle coppie same sex (cuccioli, loro).

Constatiamo invece con le sue parole, che quella piccola minoranza di parlamentari del PD che solo in occasione delle unioni civili, e dunque della stepchild adoption in parte collegata alla GPA (per le coppie omosessuali maschili) (tadan! Non era allora come dicevano quei trogloditi del Family day.è molto più sottile e raffinata la cosa. C’era ben’altro! E via a scorrazzare per le immense praterie del benaltrismo supponente) ha condotto un dibattito strumentale e disinformato su questa pratica, annovera da oggi tra le sue fila un altro membro.(Che stigma, che affronto. Peggio che la scomunica. A me suona tipo “se fate ancora chiasso vi porto via il pallone”)

Vede, che la libertà di opinione sia un diritto fondamentale da difendere su qualunque argomento, è un principio che ci possiamo vantare di avere inscritto nel nostro DNA politico ed umano (antesignani del ri-editing genetico, questi). Ciò che però non permettiamo e non permetteremo a chiunque, è che un’opinione libera per quanto si voglia, ma disinformata, priva delle adeguate conoscenze scientifiche, politiche e sociali, possa in modo strumentale diventare una regola da abbattere in modo discriminatorio e punitivo su una minoranza di cittadini. Qualunque minoranza. (tutte le opinioni uguali alla vostra, subalterne, damigelle –  seppur d’onore – della vostra possono entrare in chiesa. Le altre via. Nella Geenna. Dove c’è pianto e stridore di denti)

Teniamo a sottolineare “qualunque minoranza” perché i destinatari principali della sorrogacy non sono le coppie same sex (che coprono appena il 3% del totale) (cuccioli, loro. Ma in proporzione sono il target più vivace) ma quelle eterosessuali (che non perdono occasione per confermare davanti al mondo che sono loro i cattivi. Anche un po’ brutti. Forse puzzano). Ebbene sì caro onorevole, perché le maggiori “utenti”, chiamiamole impropriamente così (credo sia invece il termine più opportuno  della vostra inutilmente lunga missiva), della surrogacy sono donne che, a volte anche a causa di gravi interventi demolitivi dell’apparato riproduttivo, sono sterili (dolore enorme. Mi inchino a questo dolore che non ho conosciuto. Ne conosco altri. Da questi mi sforzo di capire il loro. Ma il mio dolore come il loro non ha un convertitore che preveda la sua trasformazione in diritto  a depredare ciò che non posso avere).  Vorremmo prima di tutto che capisse che è a quelle donne che lei pone l’offesa principale con le sue parole. Donne che non strappano il figlio ad un altra donna (ragazzi però, gli apostrofi almeno! O siamo in una fase avanzata di desessualizzazione della lingua?), perché la madre surrogata, come ben saprà, non è mai anche la donatrice dell’ovulo fecondato, e dunque non è mai la madre biologica del bambino.(Oh. Finalmente. Ci siamo. Questa è la nuova frontiera. Smembrare il più possibile il processo di generazione. Vi chiedo uno sforzo in più. In fondo siete ragazzi brillanti. Già alle medie ve la cavavate bene. Cercate, se possibile, altri modi più sottili e melensi per aggiungere orrore e spietatezza a questa pratica. Assicuratevi che mai, proprio  mai questi bambini possano avere risposta alla domanda: da dove vengo? Di chi sono, io?)

Ci perdoni la piccola lezione su un argomento che lei conoscerà ed avrà approfondito benissimo, incontrando di persona coppie che hanno fatto ricorso alla GPA, facendosi raccontare da quelle donne e da quegli uomini la loro storia, prima di esporre una opinione così netta e, ci permetta di aggiungere anche violenta. (Che elegantia. Sottili allusioni, garbati rimbrotti. E poi giù, un colpo di mannaia. In effetti l’opinione di una mamma rispetto al proprio vissuto, per forza analogica, simile a quello di milioni di mamme nel mondo non può che essere catalogata come violenta. Molto violenta).

Sì violenta. Perché vede, quello che più ci addolora politicamente, ma non solo e non prima di tutto, è vederle usare una immagine bellissima, che la ritrae insieme al suo bambino nell’atto più bello, quello del nutrimento, non per esaltare un amore, il suo in questo caso, ma per condannarne ed escluderne altri. Lei usa il gesto più amorevole che un essere umano possa fare verso un suo simile (anche non selezionarlo come un prodotto per impiantarlo in un corpo che dopo i 9 mesi di simbiosi non vedrà mai più non è da sottovalutare come gesto d’amore), e cioè quello di nutrirlo dal proprio corpo (tutto extra moenia, immagino. Il gesto di nutrire nel ventre è meno poetico? Meno amorevole? Meno vero? Forse perché non lo vediamo? Perché fa parte di un livello più corporeo e animale, inscritto però nei nostri meravigliosi e sacri corpi personali?), per dire esattamente il contrario di quello che il suo gesto rappresenta: che ci sono amori, figli, (ai quali questo gesto è negato per contratto) che sono meno amori, meno figli di altri. Esattamente come i nostri avversari ideologici e politici più estremisti, fanatici e scorretti, lei usa la difesa dell’amore, per escludere l’amore.

(Siamo ai botti finali, come con i fuochi d’artificio estivi. Tanto rumore. E a breve intervallo, nessuna traccia)
Ci permetta allora di ricordarle in conclusione che è proprio per impedire che atteggiamenti culturali e politici come il suo possano avere il sopravvento che siamo nati.(Eh no belli. Siete nati perché -in senso causale- siete stati concepiti e portati nella pancia di vostra madre 9 mesi circa. Lo scopo, ve lo auguro, vi si rivelerà come davvero all’altezza del vostro cuore. Ce l’avete, ne sono sicura. E assomiglia al mio. E a quello dei bambini ordinati, comprati e venduti. E poi coperti d’affetto, non ne dubito. Non in tutti i casi, almeno. Affetto narcisista di chi voleva un figlio, non quel figlio. La differenza è tutta lì. Noi amiamo un figlio perchè è QUEL figlio. Chiunque esso sia. Ma non mai a prescindere da CHI sia. Va bè dai lasciamo perdere. In logica facevate più fatica, non posso farvene una colpa) Perché nessuno sia escluso dal diritto di amare e di essere amato (ma non è un diritto. È un bisogno. Queste cose però erano da sapere già al biennio. Ragazzi…) nel pieno rispetto dei diritti e della democrazia che ci vuole tutti uguali (Oh la peppa! E chi è Costei? Democrazia, la Divina. Io pensavo che fossimo così carini tutti diversi. Così tutti ugualmente titolari della nostra irripetibile screziata diversità! E pensavo che fosse l’Onnipotente a volerci tutti diversi e fratelli. Devo proprio essere un po’ invecchiata). Nel pieno rispetto dei Diritti Democratici

I ragazzi (già nati) di Diritti Democratici.

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