Ospite di Francesco Agnoli a Radio Maria

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Telefonata a una mamma qualunque sulla famiglia e la maternità. All’interno della trasmissione del 3 gennaio “Tavola rotonda su temi di attualità” dedicata a Legge Cirinnà e utero in affitto.

Dal minuto 60 circa.

Ascolta la trasmissione QUI

 

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Lo Tsunami della Fede (di Mario Barbieri)

C’è un periodo dell’anno che l’Umanità tutta dovrebbe attendere trepidante.

Un tempo in cui uno Tsunami di gioia e di benedizione, dovrebbe tutto e tutti travolgere, sommergere e arrivare, con la sua “onda lunga” sino all’interno del cuore di ogni Uomo.

Anche chi non conoscesse l’origine di “quest’onda anomala”, dovrebbe ormai conoscere i tempi del suo manifestarsi e i benefici effetti su uomini e donne di ogni età e condizione e sulle persone che stanno loro intorno.

Un tempo in cui, il collega di lavoro, il capufficio, la moglie, il marito, il vicino, la persona pressoché sconosciuta che s’incontra ogni giorno, chiunque sia, hanno una gioia, un sorriso, una disponibilità, un’affabilità, una pace, una “luce” e uno sguardo verso il prossimo, che è un piacere averli accanto e ti muovono a desiderare di avere quello che essi hanno, a domandare loro ragione della gioia, del perché per loro, tutto accade in quei giorni, tutto scaturisca da quel particolare giorno. Pure di molti di loro si conoscono le difficoltà, la precarietà, talvolta la vera e propria croce, tanto simile alla tua…

Ma questi affanni, queste croci, sembrano in quei giorni come spazzati via, travolti da una forza superiore, come l’onda di uno Tsunami appunto, che arriva irrompendo inarrestabile in ogni dove e che fa giungere avanti ad essa, un suono, un rombo lontano ma già potente, un suono di canti e di salmodia e un vento, un soffio di vita che tutto rinnova.

E’ lo Tsunami della Fede… è lo Tsunami di PASQUA!

E’ così a ogni Pasqua? Non è così?

Non è così perché per il mondo Pasqua è al massimo un “ponte”, un tempo di primaverile vacanza. Forse a questa “onda”, questo “tsunami”, si poteva paragonare un tempo il Natale (e già questo sta scemando…), che pure della Pasqua è solo anticipo, preludio.

Ma non accusiamo il mondo con il suo secolarizzarsi e il suo essere ottuso, se della Pasqua non vede i Segni… guardiamo a noi. Al non essere travolti da questo Avvenimento, da questo Accadere, della Resurrezione di Cristo…

Il mondo non vede questo Tsunami, perché troppo spesso non c’è, non accade, perché non accade in noi. La resurrezione di Cristo non ci travolge, non ci trascina con sé, non ci sradica dalle nostre croci, non ci innalza dalla nostra miseria, non ci trasfigura in Uomini Risorti.
Invece di divenire noi stessi parte di quest’onda potente, visibile, inarrestabile, fragorosa, benefica, tanto che ogni anno, come tutti gli anni, il mondo l’attende perché anche le sue acque ferme, spesso stagnanti e maleodoranti, vengono mosse e rinnovate da acque nuove, restiamo invece immobili come scogli, come frangi flutti su un litorale. Di là si agitano fragorose le onde dell’Amore di Dio e al di qua, noi lasciamo passare solo un poco di acqua cheta, che non abbia a incresparsi troppo lo specchio della nostra vita.

Ne è specchio in fondo anche la nostra Liturgia, quella “Veglia di Pasqua” che dovrebbe essere veglia nella notte, la “Notte delle Notti”, fatta per attendere la prima stella del mattino, la stella che è Lui, il nostro Re, Cristo Signore, Salvatore, Vincitore della Morte.

Una Veglia che per molti e poco più di una celebrazione serale che inizia alle 21 e già dura troppo, perché ci sono più riti e più letture, ma al massimo prima delle 23.30 e già finita. Perché i nostri santi Parroci, sono timorosi che la gente si stanchi e che vada a dormire troppo tardi… così quando il Signore tornerà ci troverà belli addormentati (se come secondo un’antica tradizione la Parusia verrà nella Notte di Pasqua), non a vegliare in trepidante attesa. E la storia si ripeterà, come dei Discepoli nell’Orto degli Ulivi o peggio delle Vergini improvvide.

Epure per la Messa di Natale si inizia rigorosamente a mezzanotte e nessuno ha nulla da ridire, anzi, le chiese non sono mai così piene (si comprenda non ho assolutamente nulla contro le Messe di Natale…).

Così anche quest’anno siamo nella Pasqua, già il vento e il suono in lontananza si sarebbero dovuti udire, quelli della preghiera fattasi più serrata e fervente, quelli dei nostri atti di carità e di rinuncia, quelli dei nostri volti sorridenti anche se stiamo digiunando… Attendiamo lo “Tsunami di Pasqua”, la sua “onda lunga” di giorni che precedono la Pentecoste. Giorni tutti di Festa per la Liturgia della Ore.

E poi la Pentecoste… A Pentecoste, ripieni di Spirito Santo, dovremmo spalancare le nostre porte e partire per annunciare alle Nazioni il Perdono dei peccati e l’Amore di Dio, un “partire” che non è fatto di chilometri percorsi, ma di un uscire da noi stessi.

Ma se anche quest’anno temo, il mondo non riconoscerà la Pasqua, non si fermerà stupito difronte al sepolcro spalancato e vuoto, di fronte alla venuta di Cristo Risorto, trasfigurato nella sua Resurrezione, perché non vedrà nulla di tutto questo in noi… abbiamo allora almeno un po’ di pudore e non prendiamocela con il Mondo

La Parola di Dio, antidoto al cinismo

Grazie Don Antonello.

Discernere

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“Amo’ hai portato er tabblet?”; “Si a mamma, buttala via la lasagna che sicuro è annata a male”; “A Re’, a Maggica s’è sgonfiata come ‘na rota che zompa sopra ‘n chiodo”. “Eh no Carlo, se non moltiplichi il portafoglio clienti dove credi di andare; guarda, io in cinque anni ne ho fatti il triplo; a quelli de la multinasional le interesa solo i sghei, cos te vol se devi pur chiuder un ocio…”. Rullaggio prima del decollo da Roma direzione Nord, tra squilli di cellulare, dita fluttuanti sui display, per il resto sono queste le parole captate nella cabina. L’Isis? Lontana anni luce, altro che a duecentocinquanta chilometri dalle coste italiane. La discussione sulle unioni civili e sulla omofobia? Non pervenute.

Certo è solo un aereo, eppure è uno spaccato del Paese tutto sommato attendibile. Si parte e ti sembra davvero di sorvolarli i problemi, mentre la storia scorre…

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Genitori, se potete, adottate i figli che si vogliono sposare

Avanti aspiranti nonni! È il vostro momento. Ora o mai più! Idea bellissima. Agire ora con le risorse a disposizione. Dai dai dai! Avrete in regalo nipoti sbaciucchianti e cicciottosi e una riserva di energia e gioia di vivere che pensavate del tutto sopite

il blog di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Diceva Longanesi che lui non si appoggiava ai princìpi, che dopo un po’ si piegano. Anche io preferisco piuttosto appoggiarmi agli amici, che sono un po’ più solidi e robusti, soprattutto se a loro volta si appoggiano all’unico vero amico che non delude mai, Cristo. Con questo gruppo di amici in Cristo ogni tanto ci vediamo davanti a qualche buon piatto e del vino (che mi dicono ottimo, ma io bevo solo Coca light e non saprei dire: in compenso per la Coca ho un palato sopraffino, e saprei distinguerne la data di scadenza a occhi chiusi). Quando parliamo e mangiamo insieme vengono sempre fuori nuove idee per la “buona battaglia”, e l’altro giorno Ivan Quintavalle, futuro  sacerdote della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, mi ha folgorata con una proposta che secondo me ha del geniale.

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L’ultima lettera

Eroica davvero. Mi ha commosso e mi spinge a dediderare la stessa essenzialità

Giuliano Guzzo

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Andrebbe letta, riletta, meditata. Andrebbe stampata, affissa in casa, in ogni casa, e lasciata bene in vista, così che tutti gli ospiti la possano vedere e leggere pure loro. L’ultima lettera che la Kayla Jean Mueller (1988–2015), l’operatrice umanitaria

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In Trentino si discute di omofobia. Ed è battaglia

Giuliano Guzzo

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Il Consiglio provinciale di Trento torna ad occuparsi di omofobia. Dopo che, lo scorso ottobre, un muro insormontabile di 1.500 emendamenti a firma principalmente del consigliere Rodolfo Borga di Civica Trentina, ed una maratona

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Quelli che “Tutti leggono la Croce? IO NO”

Troppo bello!

il blog di Costanza Miriano

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di  Francesco Natale

I letterati così come i lettori della Settimana Enigmistica lo ricorderanno: Farinata degli Uberti. Colui che, ergendosi sprezzante da sepolcro di fuoco “Tien l’Inferno in gran dispitto”. Uno degli sconfitti per eccellenza, in eterna e vana ricerca di una ormai perduta dignità spirituale in quel dell’Oltretomba. Perché, al di là della comprensibile infatuazione letteraria che la sua figura può suscitare, a Satana non gliene può fregare di meno della scarsa considerazione che Farinata dimostra nei confronti della sua “ospitalità”.

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Per una domanda che forse non attendeva una risposta. (Ma non si sa mai.)

Un sacerdote, un uomo

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di Padre Maurizio Botta

Caro Angelo,
mi presento sono Padre Maurizio Botta. Mi sono laureato nel 1999 alla Bocconi (dove anche tu studi) con il compianto Prof. Claudio Demattè. Ci siamo incontrati al Convegno di Milano sulla famiglia organizzato dalla Regione Lombardia. Nei video sono quello che ti cede il microfono sedendosi solo dopo essersi assicurato che si potesse sentire la tua domanda e che chiedeva alle persone con ampi gesti delle mani di sedersi e mantenere la calma. Mi dispiace molto degli insulti che hai ricevuto e penso che per quelli non ci siano mai ragioni sufficienti per giustificarli.

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Nuovo Disordine Mondiale

Epoca di paura che genera i veri pericoli che dobbiamo temere .

il blog di Costanza Miriano

Introduzione scritta da Joseph Ratzinger al libro di Michel SchooyansNuovo disordine mondiale  – San Paolo Edizioni (2000). Attualmente introvabile.

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di Joseph Ratzinger

Sin dagli inizi dell’Illuminismo, la fede nel progresso ha sempre messo da parte l’escatologia cristiana, finendo di fatto per sostituirla completamente.

La promessa di felicità non è più legata all’aldilà, bensì a questo mondo.
Emblematico della tendenza dell’uomo moderno è l’atteggiamento di Albert Camus, il quale alle parole di Cristo “il mio regno non è di questo mondo” oppone con risolutezza l’affermazione “il mio regno è di questo mondo”.

Nel XIX secolo, la fede nel progresso era ancora un generico ottimismo che si aspettava dalla marcia trionfale delle scienze un progressivo miglioramento della condizione del mondo e l’approssimarsi, sempre più incalzante, di una specie di paradiso; nel XX secolo, questa stessa fede ha assunto una connotazione politica.

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