Una lavagna divisa a metà

lavagna

All’inizio della malattia di Ludovico ho fatto come alle elementari, ai miei tempi, quando la maestra si assentava per poco dall’aula. Ero una specie di capoclasse della mia vita, gesso in mano, sguardo indagatore, radar morale acceso. Di fronte a me, dentro di me, una  grande lavagna.

E tutte le persone che mi ruotavano attorno avevano  nomi, a volte solo cognomi, altre solo professioni o incarichi, che al più presto andavano  scritti in colonna o a destra o a sinistra. Perché nei primi tempi , i primi 20 giorni dopo lo shock per il manifestarsi della malattia di Ludo, seguiti alla guardinga illusione che i temuti problemi ravvisati in gravidanza si fossero di molto ridimensionati, quasi spariti, io mi sentivo giusta. Perché avevo un dolore grande. E tutti dovevano capire, tutti usare tatto e  prodigarsi il più possibile.

Allora cominciamo. Continua a leggere

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Sit-in nel cuore

 

pray

 

 

 

 

 

 

 

 

(Articolo già pubblicato per La Croce Quotidiano http://www.lacrocequotidiano.it/abbonarsi-ora)

Spedali Civili di Brescia.(Non è proprio la sede per certe istanze di rinnovamento ma chiedo: non sarebbe il caso di aggiungerci la O? No? Lo lasciamo così , rispettiamo l’ottocentesca  tradizione).
Vado, torno, rivado, ritorno;  ricoveri-dimissioni- urgenze-e-routine. Sui muri inneggiano a Stamina e a voler salva Sofia. Anch’io in quel momento vorrei salvarla, povera piccola innocente. Chi non avrebbe voluto salvarla..?

Davanti all’ingresso un giorno,  diversi mesi fa, mi imbatto in  un presidio di malati e famiglie. Consegnano volantini, offrono bevande calde, palloncini.

Per come anche allora mi ero potuta documentare non condivido, ma prima di tutto li amo, li vorrei abbracciare e consolare io stessa.

Lottano, non mollano. Chiedono con la tenacia che merita anche un miraggio se muori di sete in un deserto (lo trovo sbagliato ma la sete è giusta. La sete è sete, meglio. )
Anche noi. Uguale-uguale. (E facciamo tutto: cure, consulti autorevoli,  fisioterapia e anche vigilanza sui noi stessi e la smania disperata che ti illude che più fai meglio è).

Anche noi, dico, facciamo sit-in.
Solo il nostro picchetto è altrove. Continua a leggere