La Versione di Melinda (seconda parte)

fiduciainDiolorenzoBartolini

 

 

 

 

 

 

 

Alla domanda sulla possibilità reale di vivere l’insegnamento della Chiesa sul tema omosessualità Melinda risponde di sì.

(Adesso, scusate un attimo, glielo passo come artificio giornalistico, ma caro Padre Mark che domande sono? Cosa vuol dire, che gli uomini di oggi sono così depotenziati che non possono più accedere alla pienezza dell’insegnamento dottrinale? Che siccome per esempio quasi tutti finiscono a letto insieme prima del matrimonio allora non si può più proporre la castità nel fidanzamento? Che siccome è difficile allora si smette di proporlo? Scusi Padre Mark, mi sono infervorata. È difficile, difficilissimo ma Gesù ci ha detto di essere perfetti come il Padre suo, ben conoscendo da che risma veniamo. Se ce lo dice Lui almeno proviamo e riproviamo. E poi proviamo ancora).

«David Morrison, l’autore di Beyond Gay, (D. Morrison, 1999), che ha lasciato lui stesso il mondo omosessuale per convertirsi al cattolicesimo, dice che la castità è una “virtù a lunga percorrenza”. Un altro dei miei amici mi disse un giorno: “Ho coscienza che potrebbero servirmi vent’anni per superare tutto questo. Mi impegno per vent’anni”.

Ciò che osservo intorno a me, è che le persone che hanno deciso di praticare la castità, anche se dev’essere un combattimento per tutta la vita, trovano sovente una forma di appagamento più in fretta di quanto non avrebbero creduto. Quelli che sperano una liberazione immediata, che dicono: “io confesso questa cosa per l’ultima volta, domani è finita”, rischiano di entrare in un circolo vizioso di odio di sé e di disperazione. Per la maggior parte delle persone non è possibile diventare caste dall’oggi al domani. Bisogna essere realisti. Per vincere una guerra, si spera di vincere tutte le battaglie, ma ci si prepara anche a perderne qualcuna, l’essenziale è continuare sulla propria strada». Continua a leggere

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